Costituito il 20/09/1999, con sede in Roma
Via della Conciliazione 22
ne è presidente l’Ing. Gaetano Rebecchini.

Dallo Stralcio dello Statuto si trascrive la seguente "Dichiarazione" dalla quale si evincono le finalità del "Centro".

Dichiarazione

Noi riteniamo che la politica sia attività per il bene comune. E che quest’ultimo non si possa determinare secondo criteri empirici, ma – pur nelle diverse condizioni connesse all’evolvere delle circostanze – debba riflettere le esigenze essenziali della persona, fondamento e scopo del vivere comunitario. Intensa, la persona, quale portatrice di un destino soprannaturale a cui va rapportato il suo percorso temporale. Ne consegue la subordinazione della politica al rispetto di valori di riferimento, postulati superiori sottratti al flusso del contingente, idonei al illuminarla, ed ispirarla in senso positivo. Nel senso, cioè, della sua attitudine a guidare con coerenza ed efficacia verso obiettivi generali, in vista dello sviluppo di ciascun uomo nella sua interezza spirituale-corporea e di tutti gli uomini in libertà, giustizia, solidarietà.Nell’interpretazione di tali valori, noi guardiamo esplicitamente al diritto naturale – complesso permanente di principi di ordine della società, conformi al carattere etico della medesima – così come ci è proposto dalla tradizione civile romana e cristiana: non mero oggettivismo giuridico nel riduttivo concetto dei "giusnaturalisti" sei e settecenteschi, bensì istanza morale insita nella natura umana e insieme aperta alla dinamica della storia. Ci muoviamo, quindi, nell’orizzonte della dottrina sociale cattolica: quantunque si tratti di valori e di principi attingibili per via di intelletto e di coscienza anche a prescindere dall’adesione formale ad una determinata confessione religiosa.L’Italia di oggi ci sembra particolarmente bisognosa di una politica attenta a quei valori ed a quei principi. La confusione dominante impedisce spesso l’avvertenza dei costi etici e materiali che stiamo subendo a causa del divergere dell’azione pubblica rispetto ai problemi effettivi. Ma il crescente distacco, che la gente anche solo istintivamente manifesta verso la politica in genere, denuncia il sano rifiuto popolare di una situazione caratterizzata dai bizantinismi, dai giochi di schieramento, dagli interessi particolari, dal trasformismo. Per non dire delle questioni che interpellano direttamente la coscienza, fra cui al primo posto le minacce alla vita umana e alla sua integrità: l’aborto e la droga rappresentano solo in parte il degrado che affligge il nostro Paese, colpendo specialmente i giovani, e che richiede risposte adeguate sul piano legislativo, educativo, assistenziale. Le manipolazioni genetiche, cui si vorrebbe asservire il progresso scientifico e tecnico, sollecitano a loro volta nette risposte istituzionali per la tutela dei diritti inviolabili della persona. Risposte adeguate si richiedono altresì di fronte agli ostacoli frapposti ad una autentica libertà d’insegnamento. E si potrebbe continuare.Né siamo di fronte soltanto a questioni interne. Molti dei fattori che operano nel contesto italiano rinviano a presupposti ed a motivi più vasti. In campo addirittura mondiale, poi, si collocano due fenomeni in atto che appaiono suscettibili di informare di sé l’inizio del prossimo Millennio, tetramente annunciato dai massacri in Kossovo ed in Serbia: il tasso di povertà del terzo Mondo e la globalizzazione dei mercati. Il primo alimenta ed appare in grado di sempre più alimentare flussi migratori di portata planetaria. La seconda rischia di piegare l’economia delle nazioni alle manovre speculative di pochi sconosciuti. In entrambi i casi si generano sradicamenti, perdite d’identità, deficit di democrazia, ingiustizie e sofferenze senza nome. Ombre di intolleranza, sopraffazione, sfruttamento minacciano di tornare ad allungarsi sulla Terra.Di fronte a tutto ciò, noi crediamo che alla politica spetti prendere decisamente l’iniziativa in nome dell’uomo per un sostanziale cambiamento di rotta. Crediamo che a tanto possano e debbano concorrere movimenti e partiti di collocazione diversa, ma accomunati da un "idem sentire" di base, da scelte convergenti su punti fondamentali.

Per favorire tale convergenza, ci è sembrato utile promuovere un organismo indipendente: il Centro di Orientamento Politico. Esso non si propone di intervenire in maniera diretta nel campo politico. Ma intende considerarlo con attenzione rispettosa e studiosa, mettendo la propria capacità di critica e di proposta a sostegno delle forze politiche disponibili per un’opera ricostruttiva. Mediante dibattiti, documentazioni, pareri , proposte, esso intende contribuire all’approfondimento ed alla diffusione della consapevolezza dei temi in gioco e delle prospettive che in merito si offrono agli uomini di buona volontà del nostro tempo, miranti ad una società più libera, più giusta, più umana, sorretta dalle forze dello Spirito.

 

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