Dimissioni da Farefuturo
Gaetano Rebecchini
giovedì 28 ottobre 2010 

                                                     Gaetano Rebecchini

Roma, 28 ottobre 2010

On. Adolfo Urso
Segretario Generale Fondazione Farefuturo

Caro  Urso,

ho ricevuto la tua lettera del 26 ottobre u.s., con la quale, ricordando l’attività della Fondazione Farefuturo, mi chiedi di partecipare al meeting fondativo di “Futuro e Libertà” che avrà luogo a Bastia Umbra il 6 e 7 novembre

Nel declinare  l’invito da te  gentilmente rivoltomi,  desidero precisarti  quanto segue: come ben sai, fui tra i fondatori di Alleanza Nazionale, movimento espressione della società civile costituitosi ufficialmente a Roma nel gennaio del 1994, nel corso di una indimenticabile Assemblea in cui, oltre a me, furono relatori gli amici Domenico Fisichella, Pietro Armani e Gustavo Selva.

L’anno successivo ci fu il Congresso di Fiuggi, sulle  cui “Tesi”,  furono inseriti forti e chiari riferimenti alla tradizione classico-cattolica della nostra Nazione -  tra cui il seguente passo da me proposto: “ci sentiamo eredi e siamo cultori della civiltà romana e di quella cristiana che ha il suo fondamento nel messaggio portato da Pietro a Roma e diffuso in Occidente e nel mondo intero” -  e furono indicate, attraverso chiare ispirazioni al diritto naturale, le forme con cui concretizzare detta tradizione sul piano politico.

In tal senso, su invito di Gianfranco Fini,  al quale in  precedenza avevo rifiutato la proposta della candidatura a Senatore,  accettai con entusiasmo di costituire e presiedere la Consulta per i problemi etico-religiosi di Alleanza Nazionale.  Dal Partito però, dieci anni più tardi, fui costretto a dimettermi, a causa delle prese di posizione pubbliche del Presidente Fini, in occasione del referendum abrogativo della Legge 40/2004, Legge che, in linea con quanto indicato nelle summenzionate “Tesi” di Fiuggi,  lo stesso Fini aveva fatto votare ai parlamentari del Partito.

Più tardi, quando fu creata la Fondazione che tu rappresenti, il comune amico Andrea Ronchi venne,  a nome di  Fini, a chiedermi l’adesione assicurando in modo chiarissimo   che si sarebbe trattato di un’attività esclusivamente culturale, e non dell’embrione di un nuovo soggetto politico. Convinto  da tali premesse, mi accorsi però ben presto, che le posizioni culturali coltivate da questo think-tank erano ben lontane dalle mie (e da ciò che tradizionalmente si può definire “destra”) e, senza sancire formalmente il mio distacco, mi allontanai cessando di frequentarne le iniziative.

Ora, con la tua lettera, mi confermi ciò che, da tempo, è evidente a tutti, e cioè che Farefuturo altro non è  che il laboratorio dottrinale della nuova formazione politica ideata da Fini come del resto  le tue  parole chiaramente affermano  (“E’ il momento di far scendere in campo una nuova classe dirigente…  Ora il testimone passa anche a Futuro e Libertà per l’Italia, il nuovo movimento politico di Gianfranco Fini”).  Così come  ovviamente,  ed  in totale contrasto con quanto sancito a Fiuggi,  è la  deriva  relativista che caratterizzerà il nuovo Partito finiano.

Mi spiace deluderti, ma la ricezione della tua missiva mi sollecita solo ad una definitiva decisione: con la presente ti comunico la mia volontà di abbandonare – anche formalmente – la Fondazione Farefuturo  di cui sei  Segretario Generale.

Cordiali saluti.
        F.to Gaetano Rebecchini

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