A proposito della “libertà di coscienza”
Gaetano Rebecchini
lunedì 10 ottobre 2005 

Nella sua intervista a “Il Giornale” di venerdì 17 giugno,Ignazio La Russa con riferimento all’esito del referendum dichiarava come “la madre di tutti gli errori sia stata aver sottovalutato gli effettidella scelta frettolosa a favore dellalibertà di coscienza”. Quella decisione dell’Ufficio Politico di A.N., presa a seguito dell’incredibile dichiarazione del Presidente Fini di votare i “3 SI”, mi stupi grandemente. Riconoscere oggi quell’erroreè indubbiamentecosa apprezzabile, ma è bene mettere in evidenza tutta la gravitàdi quella scelta, e ciò aprescinderedalle conseguenze negative che già oggi si riscontrano. I quesiti referendari infatti, privando di ogni tutela giuridica l’embrione, venivano a consegnarelo stessoad una illimitata possibilità di utilizzazione. Ora, che il concepito sia già un essere umano, ossia un nuovo individuo della specie umana, bene individuato cromosomicamente e geneticamenteè una realtàscientifica indiscutibile, universalmente riconosciuta. Da questa realtà ne discende per l’ “essere umano nascente” il riconoscimento dello statuto etico e giuridico che compete all’ “uomo”. Quale “libertà di coscienza” dunque? La“libertà di coscienza” può essere esercitatasoltanto per questioni moralmente indifferenti, main presenza di una alternativa tra crimine e giustizia, mai può essercilibertà morale di optare per il criminein nome di una presunta “libertà di coscienza”. Questo principioirrinunciabile appartiene da sempre all’identità stessa della nostra tradizione romano-cristiana. E’ un principio che valein ogni ambito e quindi anche in quello politico, perché la politica deve essere sempresubordinata all’etica. Ed è veramente inconcepibile chequella istituzione di A.N. abbia potuto invocare, per quel referendum, la libertà di coscienza, quando si tengano presentile tesi fondative del Partito stabilite aFiuggi, delle quali mi limito qui a riportare i seguentibrevi passaggi : “ci sentiamo eredi e siamo cultori della civiltà romana e di quella cristiana” ed ancora “un ruolo centraleva assegnato al valore della vita. ….. Va quindi combattuta quella cultura della morte che pervade oggi laciviltà occidentale …..Cultura che “ sta per raggiungere nuovi, agghiaccianti traguardi con l’eutanasia, la manipolazione genetica e la clonazione degli embrioni umani. E quindi “Per quello che poi riguarda la manipolazione genetica, va posto fine alla “deregulation” in materia di esperimenti genetici. Questo delicatissimo settore ha bisogno di una legislazione che …… fissi il divieto di utilizzare gli embrioni umani per esperimenti”.

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