Riflessione su "LA MODERNITA'" - Il bipolarismo e il discrimine del confronto
Gaetano Rebecchini
mercoledì 25 luglio 2012 

“Il  Bipolarismo e il discrimine del confronto ”


Da qualche tempo si fa un gran parlare di riforma elettorale e si  avanzano  proposte per il    “bipolarismo”. Una formula questa che prediligo anche perché indirizzando la scelta politica verso due soli schieramenti favorisce una  più stabile e duratura governabilità.  Ma il bipolarismo è particolarmente utile quando sono in gioco temi di capitale importanza quali quelli che implicano determinate visioni del mondo ed il discrimine tra le due posizioni risulta evidente sì da indurre gli elettori a schierarsi con facilità  dall’una o dall’altra parte.  
Quando ancora era politicamente forte e vivo il “comunismo”, il discrimine che caratterizzava la distinzione tra i due schieramenti a confronto era l’idea di  “libertà” o, per essere più chiari, il valore ed il ruolo  che veniva  riservato alla libertà, cosa  che risultava particolarmente evidente nelle questioni di carattere socio-economico.
Ma oggi  dopo la caduta del “regime sovietico” che  ha dimostrato il fallimento  dell’ideologia comunista, anche quel discrimine che divideva gli elettori in filocomunisti ed anticomunisti ha perso significato. E se è pur vero che nella mentalità di molti ex militanti comunisti restano condizionamenti dovuti alla forte scuola di pensiero cui appartenevano ,  come talvolta risulta evidente dalla difficoltà per alcuni di loro ad accettare la “verità oggettiva” (specie in ordine a ciò che è  bene e giusto) ossia ad accettare  l’idea di una verità non condizionata dal fine che si persegue -  ed in proposito basterebbe ricordare  il detto marxista, “la verità è sempre rivoluzionaria” -, ebbene, ripeto che  se tutto ciò è vero è  però altrettanto vero che  il comunismo è  finito e di conseguenza  un discrimine ad esso relativo  non ha più alcun senso.
A questo punto viene quindi spontaneo porsi la domanda: quale argomento, o meglio, quale “tema”, potrebbe essere oggi un  valido e significativo discrimine tra  due schieramenti a confronto?
Molti sono oggi i temi che la grave crisi economico-finanziaria  che stiamo vivendo ci pone di fronte  e che potrebbero essere presi in considerazione ed in particolare  quelli di carattere socio-economico. Temi tutti che, in un modo o nell’altro, verrebbero inevitabilmente ad interessare le due ben  note alternative concezioni “liberista” o “dirigista”, concezioni che  proprio l’attuale crisi ne ha messo in  luce i rispettivi aspetti negativi, ed  in particolare  quelli del capitalismo finanziario.
Non è quindi da questa crisi economico-finanziaria, o dalle diverse proposte avanzate per superarla, che potrà  emergere  quel  “tema di fondo”, che possa essere discrimine   per il  confronto delle posizioni dei due  schieramenti. Ciò potrà verificarsi solo dopo la fine della crisi economico-finanziaria, fine per la quale ritengo potrebbe essere invece molto utile dar vita ad  una grande coalizione per la formazione di un  governo di salute pubblica.
Ma una volta usciti dalla crisi economico-finanziaria, il che ritengo non sarà facile, il grande “tema” sul quale due opposti schieramenti dovranno confrontarsi è già lì pronto che attende, offerto all’umanità tutta, ed in particolare alla società occidentale, dalla “modernità”. Ed è  la “questione antropologica”,  di cui tutti dovremmo avere consapevolezza. Questione che  rientra a pieno titolo tra quelle di capitale importanza, alle quali facevo cenno all’inizio, in quanto implica una nuova e sconvolgente visione del mondo.
Infatti nella società occidentale il clima di secolarizzazione sempre più diffuso ha favorito la crescita di correnti di pensiero che - prendendo spunto dall’insaziabile desiderio di conoscenza proprio della natura umana, e facendo altresì affidamento sullo straordinario sviluppo dei mezzi che la tecnoscienza può offrire – sospingono a superare i limiti della stessa natura umana aprendo così  la strada ad una vera e propria rivoluzione antropologica dalle conseguenze imprevedibili.
Sarà quindi il problema antropologico il vero e fondamentale problema della modernità,  che a pieno titolo rientra nella categoria dei  cosiddetti “temi etici”, e saranno appunto i “temi etico antropologici” a porre  quel  chiaro  discrimine che caratterizzerà il confronto tra i due schieramenti del primo bipolarismo post-crisi.

 

Torna su

 

Vecchia Versione




Europa: radici e prospettive
martedì 8 maggio 2012
Quale umanesimo oggi? Laici e cattolici a confronto
mercoledì 25 maggio 2011


Intervista Gaetano Rebecchini:Novi scenari e antiche questioni
sabato 15 febbraio 2014
Presentazione Riflessioni su "LA MODERNITA"
martedì 12 febbraio 2013


La religione e la libertà:Stati Uniti ed Europa
mercoledì 29 ottobre 2008
Il principio di autorità
martedì 30 ottobre 2007