Riflessione su "LA MODERNITA'" - Verso la fine di un'era storica?
Gaetano Rebecchini
mercoledì 10 ottobre 2012 

“ Verso la fine di un’era storica? ”

 Le incredibili  vicende riguardanti la classe politica del nostro Paese ed in particolare quelle relative ai componenti del Consiglio Regionale  del Lazio - vicende che hanno riempito per giorni intere pagine di giornali, e non solo del nostro Paese - non sono che la conferma di quanto temevamo e di cui abbiamo chiaramente detto sin dal primo dei nostri incontri,  che possiamo così riassumere:
“la crisi che stiamo attraversando non è  soltanto una crisi di carattere economico-finanziario ma è anche e soprattutto  di ordine morale e culturale”.
 Alla base della crisi vi è infatti anche e soprattutto una concezione della modernità caratterizzata da una forte secolarizzazione cui si accompagnano soggettivismo, relativismo e perdita di senso morale.
Questa ccrisi che  abbiamo in precedenza chiamato “la grande crisi”, ha due aspetti.
Il primo aspetto è quello di carattere “economico-finanziario” a tutti evidente in quanto colpisce in modo diretto ed immediato gli interessi di tutti i  cittadini, crisi che investe i problemi relativi del debito pubblico; del  modello di sviluppo; della globalizzazione  (pensate alle immigrazioni ed alla concorrenza commerciale); dell’Unione Europea e dei  rapporti tra gli Stati;  e così avanti.
 Il secondo aspetto ha radici molto più profonde e gravi come abbiamo avuto modo di ricordare più volte, ad esempio quando  abbiamo accennato a “L’età secolare”, la voluminosa opera di Charles Taylor. E, parliamoci chiaro, affrontare e risolvere  problematiche relative a questo aspetto è opera molto più difficile e lunga in quanto bisogna lavorare sul piano culturale e modificare tendenze, abitudini, ed riaffermare e consolidare i  principi fondanti della nostra civiltà.
E’ questo un   lavoro da  affrontare subito ed il più  rapidamente possibile, perché, cari amici, siamo  su un piano inclinato, su quella “via della decadenza” che porta alla fine  di un’ “era”.
E torna alla mente quanto  ci hanno lasciato scritto e tramandato coloro che ebbero a patire simili drammatici eventi.
Il noto storico e filosofo Rémi Brague ha di recente affermato che l’attuale Europa “è uno zombie che non sa di essere morto e continua a respirare e camminare”.
Ma non avviliamoci ulteriormente, ricordiamo che nel XIII secolo la situazione era comparabile, se non peggiore, a quella di oggi ed emerse la figura di un nuovo evenagelizzatore, Francesco, il Santo di Assisi, e le cose cambiarono.
Ebbene nei prossimi giorni, esattamente l’11 ottobre prossimo, avrà inizio   l’ “Anno della Fede” indetto da Papa Benedetto i cui temi si  accompagneranno alla “Nuova  Evangelizzazione”.a  Un’occasione straordinaria per  rinnovare le nostre forze e riprendere la giusta via.
Qui mi fermo ed invito  voi tutti a svolgere le riflessioni e le  considerazioni che in proposito riterrete più valide ed utili.

 

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