Riflessioni su "LA MODERNITA'" - Transumanesimo ed evoluzionismo
Gaetano Rebecchini
mercoledì 14 novembre 2012 

“Transumanesimo ed evoluzionismo”

 

Sono trascorsi diversi giorni dal nostro ultimo incontro ed importanti eventi si sono succeduti,  in particolare in campo politico il cui  quadro è  ancora molto  confuso, mentre  i problemi di carattere metapolitico, ossia quelli di fondo ai quali abbiamo in particolare rivolto la nostra attenzione,  sono sempre davanti a noi e continuano a preoccuparci
Ed è proprio  su quel tipo di problemi che ritengo opportuno soffermarmi di nuovo perché è la loro consapevolezza che potrà essere utile  nel  futuro che vi attende. Ed in proposito vediamo cosa ci anticipano gli amici progressisti o per meglio dire i cosiddetti “futuristi”.
Ebbene il 16 ottobre scorso il “Foglio” dava notizia che l’On.le Giuseppe Vatinno - subentrato in Parlamento all’On.le Leoluca Orlando, eletto Sindaco di Palermo – e passato subito dopo  dal partito di Di Pietro al partito “Alleanza per l’Italia”, ha voluto comunicarci di essere un “transumanista militante” e pertanto porterà   all’attenzione del nostro Parlamento, le finalità del  movimento cui appartiene che, come forse sapete, sono  l’eugenetica, il miglioramento della specie umana, l’accrescimento dell’intelligenza ed anche la agognata immortalità, finalità tutte che potranno essere raggiunte mediante quella via biotecnologica, che lo straordinario progresso scientifico in corso potrà rendere sempre più sicuro.
Ora, ditemi voi, è questo il futuro che vogliamo? Guardate che non è uno scherzo, ma è ciò  che  ufficialmente ha affermato di voler perseguire un rappresentante del nostro Parlamento che, badate bene,  è in perfetta sintonia con quanto persegue il   prof. Boncinelli dell’Università San Raffaele di Milano del quale abbiamo  in precedenza parlato.
Del resto di “transumanesimo” se ne parla da alcuni anni, e precisamente dalla metà del 2005 con la pubblicazione sulla prestigiosa rivista americana “Foreign Policy” (FP) di un articolo del noto politologo americano Francis Fukuyama,  che alcuni di voi ricorderà per aver  partecipato ad un  Convegno promosso dal C.O.P. nell’ottobre 2005. In quell’articolo il cui titolo era “Biotecnologia, la fine dell’uomo”, Fukuyama parlava ampiamente del “transumanesimo” definendolo “uno strano movimento di liberazione” che persegue “ la liberazione della razza umana dai propri vincoli biologici” facendo tra l’altro presente come la sua “prima vittima sarebbe stata l’uguaglianza”, in quanto  “volutamente venivano lasciati indietro gli esseri umani  limitati, naturali, mortali” e concludeva il suo duro articolo affermando come il transumanesimo fosse “l’dea più pericolosa al mondo”.
LA questione transumanista prese vigore, come dicevo, a partire dal   2005 ma le polemiche e le prese di posizione contrarie o favorevoli  sono andate  via e più aumentando promosse dall’attività degli esponenti del World Transhumanist Association (WTA), l’organizzazione internazionale fondata dal filosofo inglese Nick Bostrom, ed in proposito segnalo anche la relazione  di  Giuseppe Vatinno  dal titolo “Cosa è il transumanesimo e chi ne ha paura”, reperibile sul suo sito internet.
Ho ritenuto opportuno riferire quanto sopra per evidenziare come il “transumanesimo”, definito  come detto “l’idea più pericolosa al mondo”, sia riuscito oggi ad avere anche un rappresentante nel Parlamento Italiano. Una notizia questa che non poteva essere sottaciuta a voi giovani che desiderate essere  informati sulle questioni più preoccupanti che potrebbero svilupparsi  nel prossimo futuro.


Ed ora su richiesta di alcuni di voi dirò alcune cose sull’ “evoluzionismo” di cui molto oggi si parla .
Ritengo che tutti siate a conoscenza, seppur per grandi linee, della “teoria di Darwin”, ed anche che  abbiate memoria di quanto in precedenza detto circa il “positivismo” e la sua “pretesa” di spiegare tutta  la realtà mediante la   fisica  eliminando di conseguenza sia la metafisica che le religioni tutte. Ebbene oggi l’incontro del “positivismo”  con la “teoria di Darwin” ha indotto alcuni a ritenere di poter realizzare quella  “pretesa”, con il che il “positivismo evoluzionista”  verrebbe ad assurgere a  “filosofia prima ” o per meglio dire “philosophia universalis”.
Ciò detto, mi soffermerò brevemente  su alcuni punti  di quel vasto tema che possiamo raccogliere sotto il titolo: “creazione ed evoluzione” ed in proposito desidero subito ricordare che “creazione” è passaggio dal “nulla” (ex nihilo) a “qualcosa” o per meglio dire a “ciò che è”, mentre “evoluzione” è passaggio da “qualcosa” a “qualche cosa d’altro”, e con l’occasione far presente che “creazione” ed “evoluzione” possono anche presentarsi contemporaneamente . Ma voglio qui ancora una volta ribadire che l’essere umano è insieme spirito e materia (anima e corpo).
Fatte queste premesse mi limiterò a richiamare quanto sull’argomento evoluzione  ha detto e scritto in modo mirabile  Benedetto XVI, sia prima che dopo la sua elezione a Pontefice. In  particolare citerò solo alcuni “passi” centrali e significativi della sua relazione alla presentazione degli Atti del Convegno su “Evoluzionismo e Cristianesimo” svoltosi nel 1985 presso la Congregazione della Dottrina della Fede di cui ne era l’autorevole Prefetto.
Questa la prima citazione:
 “credere alla Creazione significa comprendere nella Fede il mondo in divenire, scoperto dalla scienza, come un mondo significativo proveniente da un senso creativo” , sottolineo questa espressione che ci riporta subito allo Spirito Creatore, da cui tutto proviene.
Così infatti poco oltre scriveva lo stesso futuro  Papa Benedetto:
 “il riconoscimento del mondo in divenire,  come autocompimento ed autorealizzazione di un pensiero creativo, include la sua riconduzione alla Creazione dello Spirito al Creator Spiritus”.
E proseguendo nella lettura di quel documento pongo alla vostra attenzione questo altro passo:
“è evidente che lo Spirito non è il prodotto casuale dello sviluppo materiale, ma piuttosto che la materia rappresenta un momento della storia dello Spirito”.
Per quanto poi attiene alla  Creazione dell’uomo – e qui particolarmente interessante sarebbe soffermarsi sul tema -  aggiungeva :
“tale Creazione non designa un inizio lontano, ma con Adamo intende ciascuno di noi: ogni uomo è direttamente da Dio”.
Passando poi  ad affrontare ciò che costituisce il fondamento della  “tesi” di Jacques Monod  relativa al “processo evolutivo”, “tesi” secondo la quale  il “caso” e la “necessità” sarebbero  gli unici e veri  artefici di quel “processo” di cui l’ultimo e più straordinario prodotto sarebbe l’ “uomo” - munito tra l’altro di quella  “ragione” che lo pone al di sopra di tutti gli altri esseri viventi  -  il Cardinale Ratzinger poneva in evidenza l’assurdità di quella “tesi” che riduce la “ragione” a  “sotto-prodotto” dell’ irrazionale, in quanto frutto di un processo che avviene “per caso”, e quindi di un processo “non razionale”. Respinta così con chiarezza la illogica “tesi” del “caso”, artefice della “ragione”,  lo stesso Cardinale passava ad evidenziare quanto logico fosse invece “….. ciò che costituisce la convinzione basilare della Fede cristiana e della sua filosofia: in principio erat verbum……”riaffermando così come all’origine di tutte le cose sta  “la forza creatrice della ragione”, quel Logos (il Verbo) di cui al meraviglioso prologo del  Vangelo di Giovanni.
Quanto poi all’altro artefice del detto “processo”,  la “necessità” il Cardinale Ratzinger faceva presente come l’ “ethos” – che la teoria evoluzionista assurta a  “philosophia universalis” veniva a proporre – non poteva essere che  un’ “ethos spietato” in quanto fondato su quella “necessità” che è lotta per la sopravvivenza e sopraffazione del più forte sul più debole, un “ethos” quindi privo di carità, di amore.
 Nel concludere poi le sue considerazioni lo stesso Cardinale affermava:
“ il tentativo di distillare il ragionevole da ciò che è irragionevole in sé, qui fallisce in modo palese”.
E per concludere ripeto  il seguente “passo”, che ben riassume quanto sin qui  esposto:
“….. l’amore e la ragione, come i due veri pilastri del reale, confluiscono in uno; la ragione vera è l’amore, e l’amore è la ragione vera”.
Un concetto fondamentale che caratterizzerà tutto il Pontificato di Benedetto XVI.


Ma prima di chiudere questo  incontro desidero ritornare su un argomento già a suo tempo accennato e relativo al rapporto dell’uomo di scienza con la propria fede religiosa. Mi induce a ciò l’aver prima fatto riferimento a Darwin ed al suo enorme lavoro sull’evoluzione il che ha  purtroppo alimentato tendenze agnostiche od addirittura atee, ed il caso Monod ne è la riprova. Ritengo pertanto doveroso per la giusta memoria che si deve avere di Charles Darwin, qui riportare questa sua  significativa riflessione:
 “la ragione mi parla dell’impossibilità di concepire l’universo e l’uomo come il risultato di un “mero caso” e di una “cieca necessità”. Questo mi costringe a ricorrere a  una Causa Prima dotata di intelligenza”.
 Ed a proposito di questo argomento voglio qui riportare la recente dichiarazioone di   un altro uomo di scienza, Francis Collins capo del progetto per la mappatura del “genoma umano”, e precisamente: “ credo che l’universo sia stato creato da un’ intelligenza infinita e che le sue intricate leggi manifestino ciò che scienziati hanno chiamato la “Mente di Dio”.


 E con ciò chiudo questo  lungo incontro invitandovi a rileggere anche  i precedenti testi, augurandomi che possano esservi utili per affrontare i difficili problemi che la  particolare crisi del mondo occidentale vi potrà di volta in volta porre di fronte.

 

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