La religione e la libertà:Stati Uniti ed Europa
mercoledì 29 ottobre 2008
La religione e la libertà: Stati Uniti ed Europa  
 

AVVENIRE

Ruini e Glendon: sulla laicità meglio Usa che Francia


 DA ROMA GIOVANNI GRASSO

 T roppo spesso ci si dimentica che il cristianesimo, «religione dell’amore», è anche – e a pieno titolo – «religione della libertà».
  Le parole del cardinale Camillo Ruini – pronunciate durante un «faccia a faccia» con l’ambasciatrice americana presso la Santa Sede Mary Ann Glendon, promosso dal Centro di Orientamento Politico di Gaetano Rebecchini – fanno giustizia di un pregiudizio ancora duro a morire nelle società occidentali; e questo nonostante il Concilio Vaticano II, con la sua fondamentale dichiarazione sulla libertà religiosa, abbia rappresentato «il superamento del ritardo storico del cattolicesimo» nell’accettare e promuovere «la libertà sociale e politica», ponendo così «le basi di una vera conciliazione tra Chiesa e modernità». Un pregiudizio che, ha ricordato il cardinale, trova in Nietzsche l’origine, e che considera tuttora la morale cristiana «mortificatrice della spontaneità naturale dell’uomo e della sua libertà». Da questa visione, e da un’altra che individua nella scienza e «nell’evoluzione una spiegazione autosufficiente dell’universo», sono nate storicamente e ancora oggi nascono le maggiori contestazioni al cristianesimo, che hanno trovato spesso sbocco in forme di laicismo esasperate e in modelli «ostili» di separazione tra Stato e Chiesa.
  Paradigmatico in questo senso il modello francese, che ha finito per influenzare gran parte dell’Europa: esso non riconosce nessuna valenza pubblica alla sfera religiosa e, anzi, si propone di difendere lo Stato dalle invasioni di campo di quest’ultima. Di contro, si differenzia il modello americano, lodato recentemente da Benedetto XVI: esso, ha ricordato Ruini, nasce storicamente come «separazione reclamata dalla religione» nei confronti dello Stato e non viceversa; e nel quale lo Stato deve «rispettare la religione nella sua propria natura e proteggere il suo spazio vitale». Il mondo, però, è sempre più interdipendente: e i due modelli prevalenti in Occidente conoscono forme di attenuazione, di influenza reciproca, ma anche di messa in discussione al proprio interno. Segnali negativi negli Stati Uniti, per esempio, vengono da «tendenze protese a promuovere un’etica relativistica e naturalista, aliena dall’umanesimo cristiano». Mentre, tra i segnali positivi in Europa, Ruini ha citato le recenti prese di posizione del presidente francese Sarkozy e il caso italiano «dove la Chiesa e i cattolici stanno esercitando con vigore una funzione di coscienza civile e pubblica» insieme anche a non credenti «preoccupati di non disperdere la sostanza dell’umanesimo europeo». L’ambasciatore Glendon ha confermato che negli Stati Uniti la 'laicità positiva', lodata per primo da Tocqueville dopo il suo viaggio in America nel 1831, è sempre più messa in discussione e addirittura «lotta per la sopravvivenza» di fronte all’emergere di concezioni «basate su un concetto molto individualistico della libertà» e sulla «strumentalizzazione della vita umana attraverso le biotecnologie».
  Concezioni che rischiano persino di mettere in discussione i fondamenti della stessa libertà. Come ha notato, tra gli altri, un grande filosofo non credente, Habermas, per il quale «le società occidentali non possono abbandonare le proprie radici bibliche senza mettere in pericolo la stessa libertà e le acquisizioni culturali che noi dobbiamo a quelle radici».
 Dibattito ieri a Roma Il cardinale: infatti il modello americano vede nella religione cristiana un presidio e non un ostacolo per la nostra libertà
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IL FOGLIO

IN AMERICA VOTA ANCHE DIO
Endorsement di Ruini e dell’ambasciatrice Glendon per la laicità positiva

 

Si vota negli States per l’economia e un po’ di politica estera, ormai è assodato. Ma sarebbe un peccato dimenticare che si vota anche per altro: per favorire o contrastare modi diversi, divergenti, di intendere il rapporto tra religione e vita pubblica e la sua ricaduta sulle libertà civili e individuali e sulle leggi. C’è sempre in gioco anche questo, nel voto in America. Tanto più oggi nella sfida tra un repubblicano tradizionale e un democratico che sceglie a propria radice ideale la grande stagione dei diritti civili, che fu però anche il momento in cui un’idea di laicità come ostilità verso la religione iniziò a incidere nella vita americana.
A ricordare tale centralità hanno provveduto, dialogando presso il Centro di Orientamento Politico Colloquium, il Cardinale Ruini e l’Ambasciatrice presso la Santa Sede Mary Ann Glendon. Il Cardinale ricordando che “influenti anche nel Nord America” sono oggi le tendenze a un modello di laicità, “chiuso e ostile al ruolo pubblico delle religioni”, ma che il nuovo dialogo tra cattolici ed evangelici  può positivamente influire in uno spirito di vera libertà. A Mary Ann Glendon dobbiamo la sottolineatura che nella storia americana, proprio dai fatidici Sixties, si è inserita una mentalità che ha voluto intendere il primo emendamento “come inteso a limitare la religione, e confinarla nella sfera del privato”, con gravi conseguenze anche nelle legislazioni. E “non è un’esagerazione dire che, nella situazione attuale, il “modello positivo” di laicità sta lottando per la sua vita”. L’America vota.

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IL RIFORMISTA

RUINI, IL CRISTIANESIMO E LA RELIGIONE DELLA LIBERTA’.


 A un principe della Chiesa che spiega come “in Europa la rivendicazione della libertà, per affermarsi storicamente, ha avuto bisogno di contrapporsi a valori e istanze che di fatto ostacolavano il suo cammino” e che riconosce che la Chiesa “”ha faticato e tardato a lungo nel distinguere tra le istanze anti-cristiane, a cui evidentemente non poteva non opporsi, e la rivendicazione della libertà sociale e politica, che invece avrebbe potuto e dovuto essere accolta positivamente” va riconosciuto il coraggio dell’onestà intellettuale.
Per questo al cardinale Ruini – che parlando di “Religione e libertà: Stati Uniti ed Europa”, rivendica al cristianesimo, oltre al titolo di “religione dell’amore e del Logos” anche quello di “religione della libertà” e lo giustifica con il ruolo pubblico della religione nella storia della democrazia americana – bisogna fare un’apertura di credito.
Soprattutto, da laici, bisogna accogliere la sua apertura : “i laici non costituiscono  un blocco rigido, una specie di anti-confessione contraria al cattolicesimo, ma sono uomini che, pur sentendosi in grado di fare il passo della fede ecclesiale …..cercano appassionatamente la verità…, riprendono i contenuti essenziali della cultura nata dalla fede e la rendono più luminosa di quanto possa fare una fede scontata”. Eccoci.

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AGENZIA AGIR

Sulla libertà in America ed in Europa il Cardinale Camillo Ruini e l'Ambasciatrice Mary Ann Glendon

Al convegno promosso dal Centro di Orientamento politico di cui è presidente Gaetano Rebecchini

Sul cattolicesimo oggi, in America e in Europa, si è avuta questa sera a Roma nei saloni di Palazzo Colonna -  promossa dal Centro di Orientamento politico di cui è presidente l'ingegner  Gaetano Rebecchini (nella foto) - una "letio magistralis" da parte del Cardinale Camillo Ruini e dell'ambasciatore degli Stati Uniti in Vaticano Mary Ann Glendon. Moderatore il dottor Salvatore Rebecchini. Nelle due relazioni, del tutto convergenti, si è dimostrato come il fondamento delle libertà nelle due sponde dell'Atlantico abbia come elemento coagulante la religione. Lo sbarco primigenio dell'immigrazione cristiana nel nuovo continente, ha precisato l'ambasciatore Glendon, era stato determinato da uomini e donne di un protestantesimo che, paradossalmente, aveva protestato contro quelle chiese evangeliche che in Europa erano diventate "instrumentum regni" di un potere illiberale e fondamentalista che aveva rotto con  la Chiesa di Roma. Negli Stati Uniti la "laicità positiva"  lodata per primo da Toqueville è peraltro oggi sempre più messa in discussione dall'emergere di  concezioni basate su di un concetto molto individualistico della libertà e sulla strumentalizzazione della vita umana per mezzo delle biotecnologie. Concezioni che rischiano di mettere in discussione i fondamenti del mondo moderno. Da qui la difesa delle radici bibliche della stessa libertà portata avanti da tutte le chiese cristiane a cominciare da quella cattolica. Nel frattempo in Europa, ha sottolineato il Cardinale Ruini, si stava verificando una contaminazione tra il cattolicesimo e l'illuminismo, al di là degli indirizzi giacobini anticlericali della Rivoluzione francese, in una sorta di ricongiungimento con i valori espressi dalla cultura ellenista. Il Vaticano I come il Vaticano II furono i Concili nei quali si riaffermò il primato dei principii di libertà  e di laicità già predicati da San Paolo, e si affermò il superamento dei ritardi storici del cattolicesimo sì da promuovere una vera conciliazione tra Chiesa e modernità. Il mondo è sempre più interdipendente, e i due modelli prevalenti in Occidente di interpretazione del laicismo conoscono forme di attenuazione rispetto all'etica relativistica e naturalista aliena dell'umanesimo cristiano.

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ADNKRONOS

CHIESA: CARD. RUINI, IMPORTANTE COLLABORAZIONE TRA USA ED EUROPA


Negli Usa, ha rilevato il card. Ruini, “i cattolici oggi contribuiscono notevolmente a tenere viva quella funzione civile della religione che caratterizza la vicenda storica degli Stati Uniti d’America”. Al tempo stesso, però, vi sono “tendenze e orientamenti che vanno nel senso di  un modello “francese” di laicità sostanzialmente chiuso ed ostile al ruolo pubblico delle religioni, e oggi proteso di fatto a promuovere un’etica relativista e naturalista, aliena dall’umanesimo cristiano”.
In Europa, invece, sono all’opera tendenze “apparentate in qualche modo alla tradizione americana, di cui riconoscono espressamente la maggiore validità ed attualità. Sintomatiche di tali tendenze sono le prese di posizione del presidente francese Sarkozy a proposito di laicità”.
L’Italia, da parte sua, “rappresenta, in questo quadro, un caso speciale, che potrebbe non costituire, come spesso si dice, una posizione di retroguardia, ma al contrario essere indicativo di sviluppi destinati ad allargarsi. Da noi infatti la Chiesa e i cattolici stanno esercitando con vigore una funzione di coscienza civile e pubblica e, cosa particolarmente interessante, lo stanno facendo non da soli ma in sostanziale sintonia con molti laici preoccupati di non disperdere la sostanza dell’umanesimo europeo e pertanto favorevoli al ruolo pubblico del cristian

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AGENZIA AGI

RUINI: IN USA CRISTIANESIMO E’ RELIGIONE DELLA LIBERTA’

Nel dibattito sul valore della laicità più che al “modello francese”, per il quale la religione e in particolare il cattolicesimo è  di ostacolo alla libertà, sarebbe meglio riferirsi al “modello americano, che vede invece nel cristianesimo una sorgente e un presidio della libertà”. Lo afferma l’ex presidente della Cei Camillo Ruini in un intervento sul tema della laicità pubblicato dall’Osservatore Romano.
 “Solitamente – scrive il porporato – il cristianesimo è presentato, a titolo più che giusto, come religione dell’amore e come religione del Logos, della razionalità e della verità. Assai meno frequentemente viene qualificato come religione della libertà. Eppure già nell’Antico Testamento  Dio si rivela come il liberatore del popolo di Israele e nel Nuovo testamento leggiamo l’affermazione di Gesù “la verità vi farà liberi”. In proposito Ruini cita il Concilio Vaticano II per il quale “l’uomo solo volontariamente e liberamente può credere a Dio che gli si rivela e affidare a lui la propria vita”. “non è dunque una forzatura – spiega – qualificare la fede cristiana come religione della libertà, anche se non sempre i cristiani, nella storia, sono stati fedeli a questa ispirazione originaria del loro credo. Non consentire che siano separate la causa del cristianesimo e la causa della libertà è pertanto un imperativo concreto ed essenziale per il presente e per il futuro”.

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AGENZIA ANSA

L’Italia rappresenta “un caso speciale”, indicativo di “sviluppi destinati ad allargarsi, in cui cattolici e nuovi laici rivendicano uno spazio pubblico al cristianesimo. Lo ha detto il Cardinale Camillo Ruini che questa sera ha discusso insieme all’ambasciatrice degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Mary Ann Glendon, sul tema “La religione e la libertà, Stati Uniti ed Europa” in una conferenza organizzata dal Centro di Orientamento Politico Colloquium a Palazzo Colonna.
Ruini e Glendon hanno messo in luce l’esistenza di due diversi modelli, quello americano che concepisce positivamente il rapporto tra religione e Stato in funzione della libertà, e quello francese, discendente dalla rivoluzione del 1789, che ritiene invece la religione un ostacolo alla libertà. A questo proposito, l’ex presidente della Cei ha sottolineato che “i Europa le posizioni relativiste e secolariste sono dominanti”.
Ruini ha parlato inoltre della “riscoperta della profonda corrispondenza tra cristianesimo e illuminismo” che si deve al Concilio Vaticano II e alle opere del Cardinale Joseph Ratzinger.
“C’è una profonda parentela tra l’intenzione autentica che ha posto l’illuminismo e il messaggio originario del cristianesimo – ha affermato il porporato  - se nel XXI secolo riuscissimo a far emergere questa convergenza di fondo, avremmo superato lo scisma tra cattolici e laici che è avvenuto non per caso in Francia, in Spagna e Italia”.
“E’ uno scisma – ha concluso Ruini – che va recuperato dimostrando che religione e libertà non sono alternative ma sinergiche”.

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